Introduzione alla fase di accompagnamento della convivenza

Introduction:

Introduzione alla fase di accompagnamento della convivenza:

Tips

  • Siate sempre disponibili ma molto discreti. 

    Esortate tutti a essere molto sinceri riguardo anche i minimi aspetti che possono creare disagio: l’imprevisto urgente metterebbe in difficoltà RWI e quindi le persone coinvolte. 

    Aiutate le persone coinvolte a riflettere sull’esperienza, a dirci cosa funziona e cosa va migliorato: solo con il loro aiuto e il coinvolgimento attivo di tutti questa esperienza potrà crescere.

Warnings

  • Che obiettivi ha?

    Avvio della conviveza (fase 1):

    Questa fase, della durata orientativa di un mese, serve a conoscersi, “prendere le misure” della vita in comune, creare un clima di fiducia e di sincerità rispetto agli eventuali problemi. E’ fondamentale che sia seguita con cura da tutti. E’ il momento in cui ci viene detto, se tutto va bene: l’abbinamento che ci avete proposto funziona.

    Fase progettuale (fase 2):

    Durante la convivenza, che dura minimo 6 mesi, si dà avvio al progetto di autonomia della persona ospitata elaborato insieme. Questa fase (dal mese 2 al mese 5) serve per valutare l’andamento dell’ospitalità in generale e, più in dettaglio, i progressi che la persona compie rispetto al suo progetto individuale.

    Fase conclusiva e avvio dell’autonomia (fase 3):

    È orientativamente l’ultimo mese della convivenza e consiste nel vedere realizzarsi la progettualità costruita nei mesi di ospitalità, volta alla realizzazione della completa autonomia della persona ospitata. È un momento delicato che può essere destabilizzante, in particolare se la convivenza è andata molto bene o se il progetto di autonomia non è stato pienamente realizzato. Comporta la chiusura di una condivisione e la spinta verso un’autonomia desiderata.

  • Cosa rappresenta?

    È la piena realizzazione della proposta di RWI: le porte di casa sono state aperte e la vita in famiglia cambia, si costruiscono nuove relazioni e una nuova immagine di tutti i protagonisti di questa esperienza. La ricchezza e la delicatezza di ogni accoglienza in famiglia vanno sempre tenute ben presenti da tutta l’associazione: è solo grazie alla capacità di favorire la diffusione di esperienze buone per tutti che il cambiamento culturale e sociale auspicato da RWI potrà realizzarsi.

  • Complessità:

    L’accompagnamento della convivenza rappresenta il momento più delicato di tutto il processo. In questa fase, accadranno tantissime cose: inizierà una convivenza, si svolgerà, si chiuderà. 

    Ci sono aspettative e motivazioni, speranze e timori, ansie e entusiasmi di tutti i protagonisti che saranno distintivi di ogni esperienza, per alcuni versi comuni e per altri diversi per ogni accoglienza. 

    È necessaria una grande consapevolezza di questa complessità e una accurata attenzione nel gestire le relazioni e contribuire a non deludere la fiducia su cui si basa tutta la proposta di RWI. Inoltre, non si possono sottovalutare gli aspetti esterni e oggettivi che possono incidere non poco su una convivenza: su tutti, la perdita di un lavoro e la difficoltà a trovarne un altro, aspetto che compromette seriamente la possibilità di organizzarsi autonomamente per una vita autonoma e dignitosa.

  • Chi deve svolgerla?

    I facilitatori coinvolti saranno in media due, uno per la famiglia e uno per la persona ospitata. Ma anche il gruppo territoriale sarà sempre coinvolto interamente da ogni convivenza e tutti contribuiranno a far si che sia una esperienza positiva per tutti.

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