Intervista telefonica alla famiglia

Introduction:

L'intervista telefonica è il primo contatto che Refugees Welcome instaura con chi ha scelto volontariamente di dare la sua disponibilità ad accogliere in casa iscrivendosi sul sito e lasciando i suoi dati personali. 

Tante sono le tipologie di famiglie che rispondono a questa chiamata rivolta a tutti; tante sono le motivazioni e le aspettative, le paure, le perplessità che possono esistere dietro questo gesto di compilare una scheda sul web, perché l’idea è piaciuta, ma non si sa ancora quanto, né quali dimensioni profonde, intime, ma anche sociali e culturali, hanno determinato questa scelta. 

Questo significa innanzitutto che l’intervista telefonica è un momento molto importante, delicato e strategico di RWI: chi la svolge in quel momento rappresenta l’associazione e può incidere sul legame di fiducia che è la base su cui si fonda tutta la proposta di RWI. 

Questo elemento non va sottovalutato perché implica che il facilitatore a cui viene assegnata l’intervista sia qualcuno che ha già fatto esperienza e che ha interiorizzato la mission di RWI, i valori che ispirano la proposta di aprire la porta di casa, i bisogni a cui si intende rispondere e il contesto territoriale in cui si opera. 

L’intervista telefonica può rivelarsi anche un colloquio a due voci, in cui il facilitatore è a sua volta intervistato dalla famiglia ospitante. 

L’intervista telefonica serve a RWI per raccogliere alcune prime informazioni rilevanti, aggiuntive rispetto a quelle che sono state raccolte durante la registrazione sulla piattaforma, che verranno approfondite nella fase successiva dell’intervista di persona. 

È importante cogliere l’occasione del contatto telefonico per correggere eventuali errori di digitazione o cambiamenti sopravvenuti, come ad esempio il periodo da cui si è disponibili per accogliere o un ripensamento nella disponibilità (o un cambiamento nei componenti il nucleo familiare, ad esempio, un figlio partito per un progetto Erasmus). È molto importante che queste informazioni siano raccolte e conservate nella scheda profilo famiglia. 

Altre informazioni utili da raccogliere al fine di comprendere alcuni aspetti molto importanti per costruire il progetto di accoglienza familiare: dove è situata l’abitazione, la vicinanza ai mezzi pubblici e la frequenza del loro passaggio (così come la disponibilità di collegamenti notturni), la disponibilità di una camera o di uno spazio riservato, la presenza di animali in casa: informazioni di carattere pratico che emergono e che possono fare la differenza come, ad esempio, far capire che quella famiglia è potenzialmente adatta solo a chi ha un proprio mezzo di trasporto.

Step 1 : Dati anagrafici

Bisogna verificare i dati che sono stati compilati sul sito e che avete davanti al momento dell’intervista. 

Grazie a questi spunti, cerchiamo di capire che tipo di vita svolgono, quanto tempo trascorrono in casa, che tipo di disponibilità non solo temporale ma anche emotiva hanno. La fase della vita nella quale si trovano è molto rilevante per il progetto di accoglienza che proponiamo.

ESEMPIO: 

Una maestra in pensione che vive in un piccolo centro nella provincia di Cagliari, dove conosce tutti, che non ha figli ed è vedova, ha una disponibilità di tempo, di relazioni, di desiderio di accompagnare una persona verso la sua autonomia molto diversa da quella che può avere una coppia con figli piccoli che vive nel centro di Milano. Entrambi possono essere adeguati ma non per lo stesso tipo di persona da accogliere. Iniziare a raccogliere questi elementi sin dall’intervista telefonica è molto utile.


Step 2 : Motivazioni, aspettative, disponibilità

È molto importante per noi capire quali siano i principali canali di informazione che portano le persone a conoscerci o che fanno nascere la motivazione a registrarsi come potenziale famiglia accogliente.

Brevemente, raccogliere la motivazione che spinge a dare la disponibilità. 

Questo aspetto é molto delicato ed è preferibile trattarlo di persona, a meno che non ci sia una particolare rigidità sul punto da parte della famiglia, in quel caso è utile approfondirlo subito. Le persone possono averlo specificato nel format che hanno compilato ma non é detto che sia una indicazione rigida e non modificabile, ma soprattutto uno dei nostri compiti é sensibilizzare le persone sulla realtà dei bisogni e superare pregiudizi e stereotipi. In particolare, occorre far presente che i giovani uomini stranieri sono in questo momento la maggioranza delle persone che hanno bisogno di ospitalità. Durante l’intervista, se possibile, è importante capire se ci siano o meno rigidità e se possano essere superate. Se emergesse un atteggiamento discriminatorio, non sarebbe possibile andare avanti.


Step 3 : Box informativo

Parlando di aspettative, spiegare brevemente che anche RWI ne ha: introdurre la visione che ispira RWI e il tipo di partecipazione e di coinvolgimento proposto a chi vuole accogliere.


Step 4 : Caratteristiche della famiglia e dell'abitazione

Questo aspetto per RWI è molto importante: spesso i centri di accoglienza si trovano in luoghi lontani da tutto, in periferie non collegate con il centro delle città, o in aperta campagna; è importante cercare di costruire il progetto di accoglienza di RWI in luoghi che possano facilitare la conoscenza del territorio, l’instaurarsi di relazioni, e che comunque non rendano difficoltoso lo spostamento autonomo delle persone, per raggiungere luoghi di lavoro o di svago. Chi si è rivolto a RWI per essere ospitato non possiede quasi mai un mezzo di trasporto autonomo, spesso non ha la patente, per cui potersi muovere con i mezzi pubblici è decisivo.

Tips

  • Prima

    Prima di accettare l’incarico verificare questi aspetti: 

    Ho tutte le informazioni fondamentali su RWI? 

    Sono in grado di trasmettere lo spirito della nostra proposta? 

    Mi sento tranquillo a svolgere una intervista telefonica? 

    Sono in grado di rispondere ad eventuali domande di base sui rifugiati e sulle migrazioni forzate che stanno avvenendo? 

  • Durante

    Presentazione: 

    Chiedere se è un momento opportuno oppure no (tempo necessario = 20/3o min). 

    Fornire il proprio nome e cognome e il team di riferimento. Lasciare i contatti mail del team territoriale e, volendo, i propri. 

    Tips and tricks: 

    Tenere le domande da fare come una traccia orientativa. 

  • Dopo

    Riordina i tuoi appunti e riporta tutte le informazioni sulla scheda profilo famiglia. Sottolinea le tue impressioni e comunicale al tuo coordinatore territoriale: 

    Il tuo feedback è importante per decidere se proseguire o meno!

Warnings

  • Che obiettivi ha?

    Verificare e correggere le voci del form compilato dalla famiglia. 

    Raccogliere informazioni aggiuntive qualitative e quantitative. 

    Verificare la compatibilità della famiglia con i valori di RWI. 

    Sottolineare e spiegare i valori di RWI. 

    Fornire all’associazione dati attuali per generare report e orientare scelte. 

    Capire se c’è la possibilità di proseguire alla fase successiva

  • Complessità:

    Tante tipologie diverse di famiglie con motivazioni diverse. 

    Saper generare empatia e dimostrare un alto livello di sensibilità. 

    Saper “leggere tra le righe” dal tono della conversazione e trasferire tutti gli elementi colti. 

    Essere in grado di sostenere un’intervista a due voci rispondendo alle domande della famiglia.

  • Cosa rappresenta?

    L’intervista telefonica è molto più di una semplice chiamata. 

    È il primo contatto, la prima impressione che diamo alle famiglie disponibili ad ospitare. 

    È un momento importante, strategico e delicato; l’inizio del legame di fiducia su cui si basa tutta la proposta di RWI.

  • Chi deve svolgerla?

    Chi la svolge rappresenta l’associazione. I facilitatori a cui vengono assegnate le interviste devono quindi essere scelti tra coloro che conoscono bene la mission di RWI, i valori dell’associazione, i target e i bisogni a cui intendiamo rispondere e il contesto territoriale in cui devono operare.

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