Intervista di persona alla famiglia

Introduction:

L'incontro in casa è un momento molto importante e molto emozionante sia per i facilitatori sia per chi, aprendo la porta di casa, condivide la propria dimensione di intimità. È il momento in cui: 

Si consolida il percorso di fiducia iniziato con l’intervista telefonica; 

Si può approfondire la conoscenza reciproca; 

C’è il tempo in cui spiegare il progetto RWI, le fasi del processo che porteranno all’ospitalità, il ruolo del gruppo territoriale, il progetto di ospitalità familiare proposto, i tempi, le risorse che si possono mettere a disposizione e infine gli obiettivi 

Si crea lo spazio dove raccogliere gli aspetti legati alla disponibilità della famiglia, alle motivazioni, alle aspettative, ai dubbi, alle perplessità e anche alle naturali paure che possono nascere nell’aprire le porte di casa a una persona sconosciuta. 

Non possiamo trascurare che l’esperienza proposta da RWI sia nuova - poche sono state in Italia le esperienze di questo tipo- non solo dal punto di vista individuale, ma anche da un punto di vista sociale e collettivo: mostrare la complessità dell’esperienza che RWI propone offre la possibilità alla famiglia ospitante di scegliere in piena consapevolezza se e come partecipare al progetto di innovazione sociale e culturale e gli attivisti in questa fase hanno un ruolo fondamentale. Per questo motivo l’intervista di persona viene svolta da due facilitatori del gruppo territoriale al fine di consentire un giusto equilibrio tra due ruoli: uno più attivo nell’interlocuzione con la famiglia e l’altro di osservatore della relazione instaurata

L’esperienza fin qui maturata consente di porre la massima attenzione su un aspetto molto delicato che è legato alla gestione delle aspettative: le relazioni che abbiamo visto instaurarsi tra le famiglie e le persone ospitate sono state varie, spesso si sono creati rapporti di affetto duraturi, convivenze molto più lunghe di quel che si era ipotizzato in una prima fase e per questo diventa necessario sostenere la famiglia nel progetto di autonomia della persona su cui RWI fonda i propri obiettivi. 

Si parte da qui, cercando di sostenere la persona nel riattivare le sue capacità, nel colmare le sue lacune, curare – attraverso un rapporto paritario- le ferite emotive e psicologiche, spronando l’attivazione di percorsi lavorativi duraturi, la relazione tra pari, la ricerca di una soluzione abitativa adeguata, e soprattutto sostenere uno stato di benessere psicofisico e sociale che possa incidere positivamente nella vita di ciascuna persona. 

È importante chiarire che RWI non sta proponendo un progetto di affido familiare per un minorenne non accompagnato, non si tratta di una adozione... 

Le persone che verranno ospitate sono adulte e, anche se spesso si tratta di giovani adulti, il progetto di sostegno che RWI propone è di rispettare e valorizzare la capacità proattiva delle persone, la aspirazione all’indipendenza e all’autonomia. 

A sostegno di questa fase è importante condividere la “memoria diffusa e collettiva” di cui RWI dispone, raccontando alle famiglie le esperienze realizzate anche in altri territori, e mostrando il materiale tratto dal continuo e costante storytelling delle convivenze disponibile anche sul sito RWI e in possesso dei facilitatori. 

Non è infrequente che l’idea di ospitare, confrontandosi con la complessità e responsabilità posta durante l’intervista dai facilitatori apra ad una riflessione più accurata e si riveli non concreta e non realizzabile nei tempi e nelle modalità ipotizzate. Ciò può succedere ed è successo, ma nel modello di RWI questa viene vissuta come una consapevolezza e non come un “tirarsi indietro”. Spesso può significare per la famiglia ospitante prendersi più tempo, raccogliere maggiori informazioni, decidere se cambiare progetto di ospitalità o calibrare meglio aspettative e motivazioni. 

Allo stesso tempo, le competenze acquisite dai facilitatori e la loro osservazione risulterà fondamentale ai fini di far emergere segnali deboli, di disagio o difficoltà di cui è necessario tenere traccia al fine di garantire la ricerca di soluzioni alternative e la capacità di gestione e risoluzione di problemi che potrebbero nascere durante l’ospitalità in famiglia. 

Anche in questo caso, la traccia che segue è orientativa e richiede da parte dei facilitatori un’adeguata capacità di osservazione, ascolto, empatia, relazione e sintesi.

Step 1 : Caratteristiche dell'abitazione e del progetto di convivenza

Prendere appunti sulla traccia durante l'intervista.


Step 2 : Motivazioni, aspettative e disponibilità

Da approfondire rispetto a quanto è emerso nell’intervista telefonica. 

Uno dei nostri obiettivi è il superamento degli stereotipi e di un immaginario collettivo non corrispondente alla realtà: l’occasione di entrare in una famiglia è importante in ogni caso perchè ci consente di fare un lavoro di sensibilizzazione.


Step 3 : Attività e integrazione

Chiarire che non si è obbligati a contribuire alla crescita di occasioni formative o lavorative per l'ospite!

Tips

  • Prima

    Partendo dagli elementi raccolti con l’intervista telefonica, si raccolgono le informazioni mancanti e si integrano con questo incontro; bisogna aver chiaro cosa abbiamo già raccolto con la prima intervista, anche se non siamo stati noi a condurla. 

    Bisogna essere preparati sul tema relativo ai rifugiati e ai titolari di protezione internazionale, specie sullo specifico territorio di riferimento. 

    Bisogna essere in possesso di tutte le informazioni sul team territoriale, sul nostro modo di lavorare, sui principi ispiratori del nostro modello di accoglienza. 

    Quando si prende appuntamento per la visita domiciliare, bisogna ricordare che richiede un tempo di almeno due ore.

  • Durante

    Entrambi i facilitatori si devono presentare, illustrando chi sono, da quanto tempo collaborano con RWI e a quale titolo. 

    Ponetevi in ascolto della famiglia, date loro la possibilità di farvi tutte le domande che vogliono, prima di iniziare a farle voi. 

    Siate disposti a trascorrere con la famiglia più tempo di quanto avevate programmato: chiediamo una grande generosità alle famiglie, dobbiamo essere pronti a offrire la nostra. 

    Tips and tricks:

    Seguire la traccia orientativa per ricordarvi se ci sono elementi che sono sfuggiti. 

    L’ osservatore prende appunti su tutto quanto viene detto e su quello che accade, sugli atteggiamenti anche non verbali, sul contesto. 

    Se non sapete rispondere a qualcosa che vi viene richiesto, prendete nota e dite loro che raccoglierete le informazioni e li ricontatterete.

  • Dopo

    Compilate la Scheda Profilo Famiglia entro il giorno successivo, se possibile. Cercate di dare conto non solo delle risposte alle domande puntuali, ma della vostra impressione complessiva.

Warnings

  • Che obiettivi ha?

    Conoscere tutti i componenti della famiglia disponibile ad accogliere e capire se il progetto è condiviso da tutti. 

    Raccogliere tutti gli elementi qualitativi e sensibili che consentono di capire se è realizzabile il progetto di accoglienza. 

    Completare le informazioni sulla famiglia per poter compilare la Scheda Profilo Famiglia. 

    Sensibilizzare la famiglia sugli aspetti più complessi e delicati dell’accoglienza.

    Verificare di persona le condizioni in cui il rifugiato sarà accolto.

  • Cosa rappresenta?

    E’ un momento molto importante e molto emozionante, per la famiglia e per RWI. Si entra in casa delle persone: si è ospitati mentre si chiede di ospitare. 

    Rappresenta il momento decisivo per raccogliere tutti gli elementi che porteranno alla valutazione dell’idoneità.

  • Complessità:

    Cogliere anche i ”segnali deboli” di disagio rispetto all’idea originaria. 

    Saper attenuare le aspettative senza distruggere l’entusiasmo. 

    Saper rassicurare rispetto ai timori presenti. 

    Saper raccontare le nostre esperienze in modo adeguato per ogni famiglia.

  • Chi deve svolgerla?

    In questo momento, RWI assume un volto in carne e ossa. Chi svolge l’intervista di persona rappresenta l’associazione. E’ necessario che venga svolta in due, uno dei quali deve essere un facilitatore esperto. Se necessario, si può chiedere al coordinatore del team territoriale di essere presente.

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